Intervista a Cath Crowley

Buon pomeriggio wordsbookiani!
Questa settimana è ricca dopo quella passata volevo ritornare più attiva che mai. Oggi, oltre alla recensione che vi ho lasciato questa mattina ho un post speciale per voi. Il mese scorso per DeA Young Adult è uscito in libreria il romanzo di Cath Crowley: Io e te come un romanzo. Una lettura che mi era piaciuta moltissimo e mi aveva dato più occasioni di parlarvi del libro. Infatti, il giorno dell’uscita vi ho lasciato il mio parere sulla lettura [cliccando qui potrete ritrovare il post] e qualche tempo dopo vi ho parlato di alcune librerie particolare con il blogtour [cliccando qui potrete ritrovare il post]. Oggi ve ne parlo ancora un po’ perché ho avuto occasione di fare qualche domanda all’autrice che è stata carinissima nel rispondermi quindi se siete curiosi di scoprire qualche curiosità su questa bella lettura vi lascio tutte le domande che mi sono venute in mente e alle quali la Crowley ha risposto prontamente.
Intervista in lingua
D: Firstly, would you introduce yourself to everyone and tell us a bit about you?
R: My name’s Cath Crowley, and I’m a writer of young adult fiction. My latest book is Take Three Girls (co-written with Fiona Wood and Simmone Howell). I love writing early in the morning, dreaming and reading. I read a lot. I live in an old farmhouse with a giant garden. I have a dog called Inca and a cat called Mew. They don’t get along. I’m writing a new book about a girl called Chev.

D: What inspired you to write “Io e te come un romanzo”?
R: I can’t pinpoint the exact moment when the idea arrived. The first scene I wrote, discarded in the end, was of Henry’s dad sitting on the veranda. He was writing to Pablo Neruda about love without an address for his letter.
A while after that I opened a copy of A Streetcar Named Desire to see that a stranger had underlined the same phrases that I love. Of course you see this often – but the markings always feel like notes taken in a class, markings directed by a teacher. The underlines on Streetcar felt like a person marking them out of love, or need.
I thought about a whole bookstore where people were allowed to write in books, but that seemed impracticable, and so it became a set of shelves in the store, a letter library: a place where people could write to strangers, to the poets, to people they’d lost.

D: Howling Books, the bookstore in “Io e te come un romanzo”, is a prominent setting for the book. What is your favourite bookstore?
R: I’m torn. I have so many! I love The Sun Bookshop and Alice’s Bookshop.

D: What is your favourite bookstore’s​ memory?
R: When a woman at Alice’s Bookstore told me that she thought second-hand bookstores had an ‘archaeology of soul’. It’s a lovely idea. That our souls (or our memories, our selves) are stored in the books we read.

D: So as writing little notes or letters in books is a key idea in “Io e te come un romanzo”, have you ever written a note to someone in a copy of a book?
R: I have! But they didn’t write back. I wrote so many letters while I was working on this book. They’re still in bookstores, waiting to be found.

D: “Io e te come un romanzo” is full of literary references. Did you pick them from your own favourites, or read and select books especially for your characters?
R: I chose the books I love. But I also included books that my friends love, too. I also chose quotes and books that I thought my characters would love. Because books are a reflection of ourselves.

D: With so many readers turning to the convenience of eBook, how important is it for readers to support their local bookstores?
R: It’s very important. Especially in Australia, where I live. I do read e-books, but I also buy from my local bookstore. The sellers there know the books, they can recommend great reads to me. They put the right books into the right hands at the right time. Bookstores create a community, too – a community of ideas. I can’t think of anything more important.

Intervista tradotta
D: Prima di tutto ci parleresti un po’ di te?
R: Il mio nome è Cath Crowley, e sono una scrittrice Young Adult. Il mio ultimo libro è Take Three Girls (scritto con Fiona Wood e Simmone Howell). Amo scrivere la mattina presto, sognando e leggendo. Ho letto molto.
Vivo in una vecchia casa colonica con un giardino gigante. Ho un cane chiamato Inca e un gatto chiamato Mew e non si avvicinano. Al momento sto scrivendo un nuovo libro su una ragazza chiamata Chev

D: Cosa ti ha ispirato per scrivere “Io e te come un romanzo”?
R: Non saprei identificare il momento esatto in cui è arrivata l’idea. La prima scena che ho scritto, scartata alla fine, era una scena del padre di Henry che siede sulla veranda. Stava scrivendo a Pablo Neruda sull’amore senza avere un indirizzo per la sua lettera.
Qualche tempo dopo ho aperto una copia di A Streetcar Named Desire per scoprire che uno sconosciuto aveva sottolineato le stesse frasi che amo. Ovviamente lo si vede spesso, ma solitamente le sottolineature sono le note prese in classe, segni diretti di un insegnante. Le sottolineature su Streetcar sembravano come se una persona li avesse segnati per amore o bisogno.
Ho pensato a un’intera libreria dove le persone avrebbero avuto la possibilità di scrivere sui libri, ma questo mi sembrava impraticabile, e alla fine l’idea è diventata un insieme di scaffali all’interno di un negozio, una biblioteca di lettere: un luogo dove le persone potevano scrivere a sconosciuti, a poeti e a persone che avevano perso.

D: Howling Books, la libreria di “Io e te come un romanzo”, è un ambiente importate per il libro. Qual è la tua libreria preferita?
R: Sono combattuta. Ne ho così tante! Amo The Sun Bookshop and Alice’s Bookshop.

D: Qual è il tuo miglior ricordo legato a una libreria?
R: Quando una donna, presso Alice’s Bookstore, mi ha detto che pensava che le librerie di seconda mano avessero un’archeologia dell’anima. È una bella idea. Che le nostre anime (oi nostri ricordi, noi stessi) siano memorizzati nei libri che leggiamo.

D: Così come scrivere piccole note o lettere all’interno dei libri è un’idea chiave di “Io e te come un romanzo”, hai mai scritto una nota a qualcuno in una copia di un libro?
R: L’ho fatto! Ma non hanno risposto. Ho scritto tante lettere mentre stavo lavorando a questo libro. Sono ancora nelle librerie, in attesa di essere trovate.

D: “Io e te come un romanzo” è ricco di riferimenti letterari. Li hai presi tra i tuoi preferiti o hai letto e selezionato alcuni libri proprio per i tuoi personaggi?
R: Ho scelto i libri che amo. Ma ho incluso anche libri che amano i miei amici. Ho scelto anche citazioni e libri che pensavo i miei personaggi avrebbero amato. Perché i libri sono un riflesso di noi stessi.

D: Con tanti lettori che passano alla lettura in eBook, quanto è importate per i lettori supportare le librerie locali?
R: È molto importante. Soprattutto in Australia, dove vivo. Leggo eBook, ma compro anche dalla mia libreria locale. I venditori là conoscono i libri, mi possono raccomandare grandi letture. Hanno messo i giusti libri nelle mani giuste e al momento giusto. Le librerie creano anche una comunità – una comunità di idee. Non riesco a pensare a qualcosa di più importante.

Ho trovato le sue risposte molto interessanti e hanno soddisfatto la mia curiosità. Mi piacerebbe molto lasciare qualche messaggio in un libro e chissà magari riceverò risposta 🙂
Spero che l’intervista sia piaciuta molto anche a voi, alla prossima.
Ciaooooooo!!!

Clarissa
27 Ottobre 2017

RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT