Recensione: “Favola splatter”

Favola splatter
Buongiorno wordsbookiani!
Come state oggi? Ieri sono tornata ufficialmente attiva qui sul blog, piena di voglia di fare e di condividere con voi le mie letture. Durante le vacanze natalizie purtroppo ho letto davvero poco, un po’ perché stavo preparando il nuovo sito e un po’ perché avevo bisogno di staccare la spina prima di ricominciare. Avevo voglia di qualcosa di nuovo e per questo è arrivato in mio soccorso Favola splatter di Tosco Beppe edito da Frassinelli (in libreria a partire da oggi) di cui vi vorrei parlare adesso…

 

IL LIBRO

Favola splatter FAVOLA SPLATTER
di Tosco Beppe


Editore: Frassinelli • Data d’uscita: 16 gennaio 2017
Formato: Cartaceo • Prezzo: € 16,90 • Pagine: 264


TRAMA: Un silos colmo di tonnellate di cocaina esplode su Milano e scatena follie e psicosi. Un comandante dei carabinieri e due ragazzi lottano per la sopravvivenza in una città impazzita. Milano. Tra 15 anni. Gheorge Pop è un criminale pieno di idee brillanti. L’ultima, davvero geniale, è quella di riutilizzare la cocaina che – una volta evacuata dai suoi consumatori – abbonda nelle fogne di Milano: raccoglierla, filtrarla, ripulirla, e rimetterla in circolazione. Little Virgin, la chiama (raffinato inglesismo per Madunina). Un tragico giorno d’estate, però, un temporale fa cadere un’enorme gru sul deposito in cui Pop tiene ammassate tonnellate di droga da ripulire, che trascinate dal vento si spargono sopra Milano. E la città impazzisce: i freni inibitori scompaiono, e gli operosi cittadini di Milano si abbandonano ai loro desideri più nascosti. Desideri che, nella stragrande maggioranza dei casi, si rivelano essere estremamente violenti. Vendette, violenze, omicidi dilagano per le vie di Milano, e, come se non bastasse quello che succede davvero, qualcuno si diverte a gettare benzina sul fuoco attraverso il web, dove spopola l’hashtag #MilanoFiesta, che viralizza e diffonde all’infinito le immagini e i video della follia. In questo contesto inizia l’odissea di uno strano trio: Vladi, un ragazzino di origini russe strutturalmente orfano; Lola, adolescente tanto impaurita quanto decisa, e il comandante dei carabinieri De Leo, che – non potendo fare nulla per fermare l’ondata di violenza – decide che la cosa migliore da fare sia provare a salvare almeno i due ragazzini. E intanto si domanda: ma è possibile che sia stata solo una nuvola di droga a scatenare tutto questo?

 

IL MIO PENSIERO

Questa lettura si fa leggere tutta d’un fiato. Favola splatter è qualcosa che proprio non mi aspettavo, ambientata in una Milano alquanto particolare, racconta una storia fuori dagli schemi. Se quest’anno mi ero ripromessa di leggere romanzi fuori dalla mia comfort zone con questo direi proprio che ho iniziato con il piede giusto.
 
Se avete ben presente Milano, vi sarà facile capire come mai sia stata scelta questa città per ambientare l’intera storia. Una città sempre in movimento, dinamica e a volte un po’ pazzerella. In un’estate carica di vento di trasforma in qualcosa di inaspettato. Per colpa del silos che conteneva la scorta di Gheorge Pop andato distrutto per una forte tempesta. La droga (che sarebbe diventata cocaina pura al 96%) viene rilasciata e trasportata dal vento su tutta la città.
 
Gli effetti sono dei più disparati, gli abitanti inconsci dell’accaduto respirano quest’aria e ne combinano davvero di tutti i colori. Vi basti pensare al titolo del romanzo: “Favola splatter” e capirete che in pochissime pagine ci ritroveremo avvolti da mille follie cariche di violenza. A volte per errore altre volte per aver preso la cosa con leggerezza non sarà facile girare per le strade di questa Milano.
 
I personaggi sono tanti, le vicende si intrecciano ma a risaltare tra tutti sono senza dubbio il tenente Diego De Leo, la giovane Lola e il giovanissimo Vladi. Questo trio è davvero unico e ben riuscito. L’incontro tra i più piccoli mi ha fatto sorridere, l’irriverenza di Vladi è un toccasana in mezzo a tutto il trambusto creato dalla nuvola di droga.
 
È stata decisamente una lettura fuori dagli schemi, a tratti cupa che ha messo in risalto quanto bisogna sempre cercare di salvare il salvabile, in mezzo a tutto quello che va storto. Uno stile leggero, che permette di leggere il romanzo in poco tempo. Una storia “strana” che mi ha lasciato con la voglia di rileggerlo per carpire ancora qualche dettaglio.

 

Il mio giudizio: 3.5/5
 
★ ★ ★ ½ ☆

 

E voi cosa ne dite, lo leggerete?
Ciaoooooo!!
 

Clarissa

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2 Comments

  1. Rispondi

    Red Kedi

    19 Gennaio 2018

    Ho trovato la lettura molto interessante perchè credo sia una descrizione perfetta della follia umana.
    Milano si presta bene come palcoscenico ma a ben pensarci, ogni luogo sarebbe stato adatto nel descrivere la reazione dei cittadini.
    La droga è solo un pretesto per accendere il fuoco della follia, perchè dopo anche un solo giorno, non si può dar la colpa a quella sostanza. La gente spesso nasconde dentro di se un demone particolarmente cattivo

    • Rispondi

      Clarissa

      19 Gennaio 2018

      Non posso che essere d’accordo! In un giorno non sarebbe possibile scatenare l’inferno che si è creato nella Milano di questo romanzo, tutto la “cattiveria” che ne esce è sicuramente insita nell’uomo purtroppo!

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