Intervista a Julie Buxbaum

Intervista a Julie Buxbaum
Buongiorno wordsbookiani!
Pronti per affrontare il weekend? Prima di iniziare il fine settimana, oggi, sono felice di lasciarvi questo post chiacchieroso dove ho avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con Julie Buxbaum autrice de La teoria imperfetta dell’amore edito dalla DeA Young Adult. Il romanzo è uscito giusto settimana scorsa nelle nostre librerie e potete leggere il mio pensiero cliccando qui. È stata una storia davvero molto bella da leggere e sono super felice di aver avuto l’occasione di poter fare qualche domanda all’autrice, quindi non mi dilungo oltre e vi lascio il nostro scambio…

 

IL LIBRO: “LA TEORIA IMPERFETTA DELL’AMORE”

La teoria imperfetta dell'amore LA TEORIA IMPERFETTA DELL’AMORE
di Julie Buxbaum


Editore: DeA • Uscita: 4 settembre 2018 • Formato: Cartaceo
Prezzo: € 14,90 • Pagine: 380 • Link: amazon.it


TRAMA: Da quando suo padre è morto in un incidente d’auto, Kit non è più la stessa. Non ha più voglia di ridere, scherzare o confidarsi con le amiche di sempre. L’unica cosa che desidera è chiudere fuori il mondo intero. Per questo decide di lasciare il tavolo affollato a cui si siede ogni giorno in mensa e prendere posto a quello di David. David, che ha la sindrome di Asperger e non parla mai con nessuno. David, che odia il mondo e ama la scienza. I due non potrebbero essere più diversi, ma lentamente quei pranzi in solitudine diventano un appuntamento fisso, atteso. Tra sguardi e parole sussurrate, Kit e David imparano a essere amici, e forse qualcosa di più. Sarà proprio lui a ricomporre i pezzi del cuore infranto di Kit. E sarà lei ad aiutare il ragazzo ad affrontare sé stesso e gli altri. Ma quando le cose si complicano per davvero, il sentimento che li lega sarà abbastanza forte per salvare entrambi?

 

INTERVISTA A JULIE BUXBAUM

D: Welcome Julie!! Nice to meet you. First of all… How did you come to writing, particularly for teens?
D [ITA]: Benvenuta Julie!! Piacere di conoscerti. Prima di tutto… Come hai cominciato a scrivere, in particolare per ragazzi?
R: So nice to meet you too! It seems weird looking back now, but I made the transition from being a lawyer to becoming a writer as part of a New Year’s Resolution. I always knew I wanted to write a book, and so more than a decage ago now, on a New Year’s day, I quit my job and sat down to write my first novel which ultimately became The Opposite of Love.
As for the switch from adult fiction to YA, that happened about five years ago. For much of my adult life, I liked to pretend that I wasn’t actually a grown up. But then one day, I looked around at my life and I realized I was adulting pretty hard. I had two kids, a husband, a mortgage and a full time job as a novelist. I was on the PTA! And suddenly, I desperately missed being a teenager. I missed that time in my life when the world was wide open and not all of my life’s questions were yet answered. So I decided to revisit being sixteen in my fiction. It’s rejuvenating to get to step into the mind of someone experiencing everything for the first time.

R [ITA]: Piacere di conoscerti! Sembra strano guardare indietro adesso, ma sono passata dall’essere un avvocato a diventare una scrittrice. Ho sempre saputo che volevo scrivere un libro, ho lasciato il mio lavoro e mi sono seduta per scrivere il mio primo romanzo “The Opposite of Love” (inedito in Italia).
Come il passaggio da adult fiction a YA, ed è successo circa cinque anni fa. Per la maggior parte della mia vita adulta non mi sentivo davvero cresciuta. Ma poi un giorno, mi sono guardata intorno e ho capito di essere adulta. Avevo due figli, un marito, un mutuo e un lavoro a tempo pieno come scrittrice. Ero al PTA! E improvvisamente, mi mancava disperatamente essere un adolescente. Mi mancava quel momento della mia vita quando il mondo era vasto e non tutte le questioni della mia vita avevano una risposta. Così nelle mie storie ritorno ad essere una sedicenne. È ringiovanente entrare nella mente di qualcuno che sta vivendo tutto per la prima volta.
 
D: Your first book for teens, “Tell Me Three Things”, was inspired by an anonymous email. Can you talk about that a bit?
D [ITA]: Il tuo primo romanzo per ragazzi “Dimmi tre segreti”, era ispirato dalle email anonime. Puoi parlarcene un po’?
R: Sure. I once received an anonymous email that changed my life. It was essentially a secret admirer type situation, and though I never figured out who sent it—and actually, I hope never to learn who sent it, because he could never live up to the perfection I like to imagine—it reached me at a time when I most needed a pick-me-up. He fundamentally changed how I looked at myself. I’m deeply grateful to whoever that kind person was, because not only did it give me a much needed ego boost at the time, but it eventually birthed a novel.
R [ITA]: Certo. Una volta ho ricevuto un’email anonima che mi ha cambiato la vita. Essenzialmente era una situazione da ammiratore segreto, e pensavo che non avrei mai capito chi me l’avesse inviata — e in realtà, spero di non sapere mai chi l’abbia inviata, perché non potrebbe mai essere perfetto come mi piace immaginarlo — mi è arrivata in un momento in cui avevo bisogno di essere tirata su. Ha fondamentalmente cambiato come vedevo me stessa. Sono profondamente grata a chiunque sia quella persona gentike, perché non solo ha dato un impulso al mio ego, tanto necessario al momento, ma alla fine ha dato vita a un romanzo.
 
D: What inspired your most recent novel, “What to Say Next”?
D [ITA]: Cosa ha ispirato il tuo più recente romanzo “La teoria imperfetta dell’amore”?
R: I loved the idea of writing a story about two people who had pre-conceived notions about who the other was, and then connecting and surprising each other. I started with David’s voice. And then Kit popped into my head. It was a lot of fun to sit back and watch these two totally different but equally fascinating characters interact.
R [ITA]: Mi piaceva l’idea di scrivere una storia su due persone che avevano idee prevenute su chi fosse l’altro, e poi si collegavano e si sorprendevano a vicenda. Ho iniziato con la voce di David. E poi Kit mi è saltata in testa. È stato molto divertente sedersi e guardare questi due personaggi totalmente diversi ma ugualmente affascinanti interagire.
 
D: “What to Say Next” features two points of view, Kit and David. How did having dual points of view affect plotting?
D [ITA]: “La teoria imperfetta dell’amore” ha due punti di vista, Kit and David. Come, avere due punti di vista, ha influenzato la storia?
R: I loved writing the dual narration, because it was fun to filter every day interactions through two very different sets of eyes. The trick was to keep their voices super distinct, so the reader was never confused as to whose head they were in. I also had to be careful not to re-tell the same story twice—each chapter had to move the story forward from the last, like a baton handoff in a race.
R [ITA]: Ho adorato scrivere la doppia narrazione, perché è stato divertente filtrare ogni giorno le interazioni attraverso due occhi molto diversi. Il trucco consisteva nel mantenere le loro voci ben distinte, in modo che il lettore non fosse mai confuso nel sapere in quale testa si trovasse. Dovevo anche stare attenta a non ripetere la stessa storia due volte: ogni capitolo doveva andare avanti rispetto al precedente, come un testimone di una manche in una gara.
 
D: What is one message that you’d love young readers to take away from “What to Say Next”?
D [ITA]: C’è un messaggio che vorresti lanciare ai giovani lettori de “La teoria imperfetta dell’amore”?
R: I wanted to write a story about unexpected connections and finding your tribe. About the wonder of finding an honest and true friend when you feel at your most alone. About the miracle of discovering that special someone who can see you clearly when you feel at your most misunderstood. I wanted young readers to look around their own high school cafeterias and look at their classmates with fresh eyes.
R [ITA]: Volevo scrivere una storia sulle connessioni inaspettate e sul trovare la propria tribù. Sulla meraviglia di trovare un amico onesto e vero quando ti senti più solo. Sul miracolo di scoprire quella persona speciale che può vederti chiaramente quando ti senti più incompreso. Volevo che i giovani lettori si guardassero attorno nelle loro mense e guardassero i loro compagni di classe con occhi nuovi.
 
D: David is on the autism spectrum, having Asperger’s Syndrome. What type of research did you conduct to ensure David was portrayed in a realistic way?
D [ITA]: David è affetto da autismo, più precisamente dalla sindrome di Asperger. Che tipo di ricerche hai condotto per essere sicura che David apparisse in modo realistico?
R: David was the first character to come into my head, and once I realized that he wasn’t neurotypical, I knew I had to stop and do my homework. If I was going to represent someone on the spectrum, I wanted to make sure I did so respectfully and responsibly. And so then I put my pen down, and I did a ton of research. There’s a famous saying that “you meet one person with autism, you meet one person with autism.” Labels can be liberating, but they can also be limiting. With this book, you meet David. Just David. I hope he feels real and fully realized to the reader. But he is not supposed to stand for anything other than who he is.
R [ITA]: David è stato il primo personaggio a venirmi in mente, e una volta capito che non era neurotipico, sapevo che dovevo fermarmi e fare i compiti. Se rappresentassi qualcuno sullo spettro, volevo assicurarmi di farlo con rispetto e responsabilità. E così ho messo giù la penna e ho fatto un sacco di ricerche. C’è un famoso detto che dice “quando incontri una persona con autismo, incontri una persona con autismo”. Le etichette possono essere liberatorie, ma possono anche essere limitanti. Con questo libro, incontri David. Solo David. Spero che si senta reale e pienamente realizzato dal lettore. Ma non dovrebbe supporre qualcosa di diverso da quello che è.
 
D: Is there something or someone that inspired the characters in the novel?
D [ITA]: C’è qualcosa o qualcuno che ha ispirato i personaggi del romanzo?
R: I always start my books with two kernels of an idea. One thematic (ie, what question I hope to tackle in the novel) and the other in the form of a character. I’m rarely (if ever) inspired by actual people. Instead, voices come into my head—I have no idea from where—and the story starts taking a life of its own.
R [ITA]:Inizio sempre i miei libri con due semi di un’idea. Una tematica (ovvero, quale domanda spero di affrontare nel romanzo) e l’altra nella forma di un personaggio. Sono raramente (se mai) ispirata da persone reali. Invece, le voci mi vengono in mente – non ho idea da dove – e la storia inizia a prendere vita propria.
 
D: What’s the strangest thing you learned while researching “What to Say Next”?
D [ITA]: Qual è la cosa più strana che hai appreso mentre facevi ricerche per “La teoria imperfetta dell’amore”?
R: I don’t think I learned anything particularly strange while researching. But I did learn that as a society we have a lot of wrong preconceived notions about people with autism. Also, I think it’s way more helpful and illuminating to look at autism as something that is multi-dimensional, not as a single dimensional spectrum.
R [ITA]:Non penso di aver imparato qualcosa di particolarmente strano durante le ricerche. Ma ho imparato che come società abbiamo molte nozioni preconcette sbagliate sulle persone con autismo. Inoltre, penso che sia molto più utile e illuminante considerare l’autismo come qualcosa che è multidimensionale, non come uno spettro a dimensione singola.
 
Thanks for your time and congratulations on the publication of “What to Say Next” here in Italy.
Grazie per il tuo tempo e congratulazioni per la pubblicazione italiana de “La teoria imperfetta dell’amore”.
Thanks so much! And thanks so much for giving me the opportunity to answer these great questions!
Grazie mille! E grazie mille per avermi dato l’opportunità di rispondere a queste belle domande!

 

È stato un piacere poter scoprire qualcosa di più su questo romanzo e sulla scrittrice.
E voi cosa mi dite? Lo avete già letto?

Clarissa
13 settembre 2018
24 settembre 2018

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