Recensione: “Invictus”

Invictus
Buon pomeriggio wordsbookiani!
Come state? Cosa raccontate di bello? Oggi vi racconto come è andata la lettura di Invictus di Ryan Graudin edito dalla Mondadori. Il nuovo romanzo di questa autrice è arrivato qui da noi la scorsa settimana e avrei voluto parlarvene in occasione dell’uscita ma purtroppo con la febbre il pc non l’ho proprio toccato e quindi eccoci qui, con una settimana di ritardo, a parlare di questa piccola meraviglia.

 

IL LIBRO: “INVICTUS”

Invictus INVICTUS
di Ryan Graudin


Editore: Mondadori • Uscita: 18 settembre 2018 • Formato: Cartaceo
Prezzo: € 19,00 • Pagine: 370 • Link: amazon.it


TRAMA: Farway Gaius McCarthy non è un ragazzo come gli altri. Tutti lo considerano uno strano prodigio. Figlio di una viaggiatrice del tempo del 2354 d.C. e di un gladiatore dell’Antica Roma, la sua esistenza è un evento straordinario che al contempo distorce e infrange le leggi della natura. Perché Far è nato fuori dal tempo. Ostinato, inquieto, dall’animo indomabile, il ragazzo fin da bambino ha un unico incontenibile desiderio: vivere l’esperienza frastornante di tuffarsi in epoche sempre diverse e provare quel miscuglio di vertigine, shock e déja-vu che solo incontrare la storia faccia a faccia può dare. Per questo studia per seguire le orme materne e diventare un documentatore, un viaggiatore del tempo che, per conto del governo, viene spedito nelle epoche passate a osservare e registrare gli eventi storici. Subito dopo aver fallito, inspiegabilmente, l’esame finale del corso, Far viene contattato da un trafficante di opere d’arte che gli offre la possibilità di continuare a inseguire il suo sogno. Il ragazzo avrà a disposizione una macchina del tempo e, davanti a sé, secoli e secoli da esplorare. In cambio però dovrà mettere in piedi una squadra con la quale viaggiare clandestinamente di epoca in epoca per rubare oggetti e manufatti preziosi. Un anno dopo, durante l’ennesima missione, dopo essere rimbalzati dall’Europa nazista all’America selvaggia di Davy Crockett al Vaticano michelangiolesco, Far e la sua squadra incappano in Eliot, una solitaria ragazza dalla pelle chiarissima e dalle origini misteriose che metterà in discussione l’esistenza stessa del ragazzo e di lì a poco trascinerà lui e i suoi amici in una missione pericolosissima nell’Antica Roma, dove la storia di Far ha avuto inizio. Una corsa disperata contro il tempo per impedire che il mondo si spenga. E con esso qualsiasi speranza per il futuro.

 

IL MIO PENSIERO

Se vi piacciono i viaggi nel tempo Invictus fa proprio al caso vostro. Era da tanto che volevo leggere un altro romanzo con questa tipologia di storia e sono davvero contenta di aver trovato con questo romanzo una storia davvero bella, che mi ha coinvolta sin dalle prime pagine. La scrittura della Graudin sapevo già che era scorrevole e accattivante ma, se dopo aver letto Wolf ero contenta, adesso lo sono ancora di più. Un libro che ti trascina per il tempo con semplicità e azione e ti lascia con il fiato sospeso un sacco di volte. Un punto che gioca maggiormente a suo favore è che è un romanzo a se stante e anche se avrei amato continuarne la lettura e restare con i personaggi, è davvero un ottimo romanzo così com’è.

La storia inizia con un prologo spettacolare dove veniamo introdotti subito ai viaggi nel tempo e al mondo che andremo a conoscere. Prendiamo nota della nascita di Far, il protagonista, e ci rendiamo conto di quanto le condizioni che lo hanno portato alla vita siano particolari anche in un mondo migliaia di anni davanti a noi. Far, infatti, nasce fuori dal tempo mentre sua madre torna da una missione nell’antica Roma.

Non c’è niente di semplice e scontato nella storia di Far. È ostinato e sicuro di quello che vuole dal suo futuro: viaggiare nel tempo per conto dello Stato. Riuscire a rivivere la vita di sua madre e scoprire come mai la sua macchina del tempo non ha più fatto ritorno. Si può dire che sia destinato a un futuro di questo genere, la società che l’autrice crea è basata sull’esplorazione nel tempo e del viaggio interdimensionale. Graudin inventa macchine e tecnologie plausibili per spostare personaggi e per risolvere i conflitti attraverso le epoche, aggiungendo un ulteriore livello di eccitazione all’azione nascente e al climax di questa storia.

Ho amato ogni personaggio, Prya, Imogen, Gram e ovviamente Far, tutti insieme sono il cuore di Invictus. Tutti con un carattere differente ma perfetti quando sono insieme. Fanno funzionare la storia e questa è una delle caratteristiche migliori che si possano trovare per dei personaggi. Ci saranno dei cambiamenti in questo gruppo con l’arrivo di Eliot ma vorrei lasciarvi il piacere di scoprirlo da soli perché merita davvero tantissimo.

Vi rivelo solo che è l’ultima aggiunta, una misteriosa ragazza uscita dal nulla sul Titanic. È molto strana e non è facile fidarsi di lei. La sua identità viene rivelata molto lentamente ed è per questo che non vorrei svelarvi troppo, anche perché pian piano tutti i nodi vengono al pettine. È sicuramente un personaggio interessante che rende questa lettura ancora più misteriosa.

Lo stile dell’autrice è fluido e coinvolge il lettore. È stata molto brava nel descrivere e ideare un mondo straordinario ma “logico”. Un mondo fantastico e bellissimo. Ci sono davvero molti elementi interessanti da scoprire e, come dicevo, è un autoconclusivo quindi è stato davvero bello potersi immergere completamente nella storia. L’unica cosa da fare in queste situazioni è sicuramente una rilettura, perché se già la prima lettura mi è piaciuta così tanto, la seconda non potrà che farmi cogliere tutti i dettagli.

 

Il mio giudizio: 5/5
 
★ ★ ★ ★ ★

 

E voi cosa ne dite, lo leggerete? Lo avete già letto?
Ciaoooooo!!
 

Clarissa
24 settembre 2018
26 settembre 2018

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