Come avete iniziato la settimana? Finalmente sono riuscita a sistemare quasi tutti gli scatoli e posso dire che il peggio è passato. Da dove è saltata fuori tutta quella roba proprio non lo so ma per fortuna ha trovato il suo spazio. Oggi sono qui per ospitare la seconda tappa del blogtour dedicato a Lontano da te di Romina Casagrande edito da Arkadia Editore.
Questo blogtour è decisamente particolare e ad accompagnarmi in questa avventura ci saranno altre blogger che vi presenteranno alcuni aspetti del romanzo che ancora non conoscevate e qualcosa di inedito. In questa tappa ci soffermiamo su i Preraffaeliti ma prima di cominciare vi ricordo i dati del romanzo…
IL LIBRO: “LONTANO DA TE”
I Preraffaelliti
Loro sono John Everett Millais (1829-1896), William Holman Hunt (1827-1910) e Dante Gabriel Rossetti (1828-1882), cui si aggiungeranno Ford Madox Brown, William Morris, Edward Burne-Jones e John William Waterhouse.
Hanno stili e origini diversi. Hunt, costretto a lavorare dall’età di 12 anni, può dedicare alla pittura soltanto il tempo rubato alla sua occupazione da impiegato. Millais, invece, era stato il più giovane ammesso all’Accademia, cui accede a soli undici anni. A differenza di Hunt, che dovette combattere contro una famiglia che osteggiava la sua passione, Millais fu incoraggiato dai genitori, che scelsero addirittura di trasferirsi dal Jersei a Londra per consentirgli di coltivare il suo precoce e riconosciuto talento.
Nonostante le profonde differenze stilistiche e sociali, Millais, Hunt e Rossetti condividevano la profonda ammirazione per la poesia di John Keats e, dal punto di vista artistico e pittorico, rifiutavano le convenzioni del Rinascimento, tanto in voga negli insegnamenti dell’Accademia, per promuovere invece il ritorno alla purezza e all’essenzialità dell’arte medievale. Si sostenevano a vicenda e frequentavano i rispettivi atelier.
Si fecero voce e colore di un’Inghilterra che stava cambiando in fretta e che vedeva ovunque la nascita di laboratori e fabbriche a soppiantare la campagna e a ingrigire il cielo dei loro fumi. L’interesse per i problemi contemporanei così come la cura per il dettaglio e la precisione maniacale, che li portò a una rappresentazione quasi scientifica della natura, furono alcuni dei temi distintivi della confraternita.
E non potevano certo mancare le modelle, dalle forme dirompenti in contrasto con le preferenze vittoriane, derivanti da un canone estetico – pelli diafane e chiome lunghissime e selvagge, ramate o nere come l’ebano – ripreso con eccezionale fortuna nella contemporaneità. Algide e fatali, pronte a tutto le une contro le altre, nell’arte quanto nella vita, sono loro a introdurre una nuova tipologia di figura femminile: la femme fatale.
A quelle degli artisti si intrecciano le forme e le vite delle loro muse e modelle: Elizabeth Siddal, la famosa e sfortunata modella dell’Ophelia di Millais, dipendente dal laudano e morta suicida; Jane Burden, dalle labbra sensuali e la pelle lunare, moglie diciottenne di Morris al quale tuttavia preferì il collega Rossetti. E le invidie, le gelosie di donne forti che non si limitarono a ispirare arte, ma che la crearono – Siddal dipingeva e scriveva poesia, Jane era una pianista talentuosa – permeano e influenzano l’attività dell’Accademia. “Ritrarti è per me impossibile, ma ti amo”, scriverà uno sconsolato Morris, deluso dalla propria arte quanto dall’infedeltà di Jane.
Dall’Inghilterra vittoriana, nel vessillo di Poe, Wilde e Baudelaire, capeggiati dal mecenate John Ruskin – amico del reverendo Charles Ludwig Dodgson che con lo pseudonimo di Lewis Carroll pubblicherà Alice nel paese delle meraviglie – i Preraffaelliti non sono soltanto il prodotto di un movimento d’avanguardia, punto focale di un’epoca, ma diventano, con la loro personalità eccentrica e provocatoria, ponte verso la nascente modernità.
E se vi piace l’estetica di Tim Burton con la sua Sposa cadavere e vi siete innamorati di Edward mani di forbice, se vi siete persi nell’onirica rivisitazione cinematografica che Francis Ford Coppola ha fatto del Dracula di Bram Stoker, oppure avete nelle orecchie le note di Lullaby dei Cure o la scena rock glam di Ziggy Stardust, se adorate gli abiti di Vivienne Westwood e le atmosfere rarefatte dei cimiteri di Père Lachaise e Highgate, se avete amato la bellissima Kirsten Dunst adagiata in un letto d’acqua in Melancholia di Lars vo Trier, be’ non potete non lasciarvi affascinare da questi pittori sognatori e visionari, poeti e padri di molte suggestioni del New Gothic, con uno stile riconoscibile che ha contaminato arte, musica, cinema e moda.
“È possibile affermare che la battaglia è completamente e innegabilmente vinta… che l’aversione è diventata emulazione, lo stupore è diventato affinità, e che una scuola artistica vera e solida è infine riuscita a conquistare a Royal Academy inglese.”
John Ruskin, 1853
Prima di tutto, adoro il fatto che l'autrice nei suoi romanzi inserisca sempre l'arte e le dia così tanta importanza!
Per quanto riguarda la tappa, ho trovato questo excursus sui i Preraffaelliti esaustivo e molto interessate. Curiosissima di scoprire quale sarà il loro "ruolo" nel romanzo ^^
Grazie, Dory! La storia di Gabriel e Lizzie si interseca a quella dei personaggi principali. Bianca somiglia moltissimo alla modella che posò per l'Ophelia di Millais…e poi c'è di mezzo un segreto. Un dolore, ma anche un amore grandissimo. Se poi lo leggerai, fammi sapere il tuo parere! ^__^
Ciao Clarissa, grazie per la tua tappa ricchissima di cultura e arte… mi hai fatta tornare con la mente al periodo delle superiori! ^_^ Al liceo classico avevo studiato quest'epoca sia in storia dell'arte che in letteratura inglese, che mi affascinavano non poco… e ti assicuro che è stato un piacevolissimo salto nei ricordi, grazie! 😉
Mi hanno sempre incuriosita i soggetti dei dipinti di questi artisti, la loro passione per quei capelli rossi così accesi, i volti pieni di "sospensione", quelle pelli così candide, oltre alle poesie piene di mistero… che sono curiosissima di leggere questo libro! Non so cosa combineranno Sofia e Bianca, ma non vedo l'ora di scoprirlo! 😉
Ciao, Lara! Eh sì, le loro modelle, così diverse dai canoni estetici vittoriani, hanno finito con l'interpretare un'idea di bellezza molto più duratura… Anch'io adoro i capelli rossi!!! Dante Gabriel Rossetti aveva cercato a lungo una modella come Elizabeth Siddal, dagli stessi capelli ramati. Spero che Sofia e Bianca riescano a tenerti compagnia…mi farebbe molto piacere sapere se ti è piaciuta la loro storia!